Perchè segno di Giona?

Perchè segno di Giona?

Tutti conoscono la storia biblica di Giona, un profeta scelto dal Signore che, nelle mille peripezie escogitate per fuggire dalla missione affidatagli, si ritrova a vivere tre giorni all’interno di un pesce mostruoso (da tutti ricordato come una balena).

Il profeta Giona

Anche Gesù nel Vangelo ci disse che non ci sarebbe stato alcun altro segno se non quello di Giona. Morte e resurrezione, cadute e rialzate, la notte e la sentinella che aspetta con ansia l’aurora. Tutta la storia giudaico-cristiana è stata un ripetersi di attese, di passaggi e infine di vittorie: le due più grandi che possiamo ricordare sono quelle di Mosè contro Faraone e di Gesù Cristo Figlio del Dio Vivente sulla morte. Ma la Scrittura è cosparsa di altre battaglie, mi viene in mente la battaglia che Giobbe affrontò con se stesso, con sua moglie che gli ripeteva:<<Maledici Dio e muori!>> e con i suoi stessi amici che non lo credevano innocente dopo tutte le disgrazie subite. In tutto questo c’è una luce che illumina questo peregrinare : la Parola di Dio.

Se nell’Antico testamento con il Popolo eletto questa lampada era la Torah, cioè le Parole che il Signore aveva dato affinchè chi le ascoltasse vivesse, in un punto preciso della storia dell’ uomo questa Parola ha preso forma umana, Dio si è incarnato e ha preso dimora in mezzo a noi.

Ai tempi dell’università, la mattina con gli amici di un’associazione cattolica pregavamo con le lodi e, a mezzogiorno si recitava l’Angelus. Rimanevo colpito da come veniva recitata l’ultima strofa: <<Ed il Verbo si è fatto carne ed abita in mezzo a noi>>. Abita. Qui. Ora. Ma come?

La Torah fu un dono inestimabile che il Signore fece al suo popolo, ma la presenza reale di suo Figlio incarnato nel pane e nel vino consacrato supera il primo dono immensamente. Il centro della nostra vita spirituale allora non può che essere il mezzo attraverso il quale questa presenza accade nella storia: la Santa Messa.

Siamo un gruppo di amici del centro Italia che, si sono trovati, chi qualche mese chi qualche decennio fa, rapiti dalla bellezza di una liturgia che aiuta a fare esperienza in un modo che prima, almeno io ritenevo impossibile. Questa liturgia, che alcuni chiamano “tridentina” altri invece “la messa di un tempo in latino” ha dei ritmi differenti, più silenzi e forse più simbologia. Forse questo è il segreto del suo fascino per quelle spiritualità che si esprimono meglio nel silenzio. Oppure il suo canto gregoriano che, vi garantisco, seppur inizialmente non se ne comprendono le parole, se ne coglie appieno tutto il significato, tanto è pregno di trascendenza e Bellezza. Non so e forse, come tutto quello che riguarda Gesù non può essere spiegato, ma solo vissuto sulla propria pelle. Ma nella liturgia tradizionale tutto ruota intorno al Sacrificio che si rinnova sull’altare ad ogni celebrazione. Assistendovi, ripercorriamo il Calvario, siamo trasportati ai piedi della croce accanto a Maria, a san Giovanni e alla Maddalena. 

Ecco, qui potete trovare una “piazza” dove incontrare chi sente l’esigenza di raccontare con un articolo, con una foto o con una musica la strada che lo indirizza verso Cristo e la Strada, per chi cammina verso Lui, è bella!

Buon tour!

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